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ARCO ALPINO 2016

annunci donne cercano single bari Nell’ambito della seconda edizione dell’incontro sull’Arco Alpino "Montagne di saperi", organizzato dalla Fondazione Franco Demarchi, si sono svolti il 14 dicembre a palazzo delle Albere, due incontri pubblici che hanno affrontato il tema della conoscenza nelle zone alpine.

incontri e chat gratis Nel primo momento di confronto sono state riprese, dal presidente della Fondazione Franco Demarchi milano annunci donna cerca uomo Piergiorgio Reggio, alcune delle tematiche emerse nei annunci online gratis, finalizzati ad alimentare forme di cooperazione tra realtà montane. Il focus ha quindi riguardato i possibili elementi in grado di favorire la nascita e lo sviluppo della conoscenza in contesti alpini.

incontri donne sposate L’elemento emerso fin da subito, espresso dal presidente del Consorzio dei Comuni Trentini bakeka incontrii com Paride Gianmoena e condiviso da tutti i relatori, è stato la partecipazione. “È necessario - ha aggiunto - condividere con tutta la comunità questo bisogno, per creare un nuovo modello. Solo attraverso la partecipazione è possibile accrescere la conoscenza”.
Ad unirsi alla sua proposta, e ad ampliarla ulteriormente, è stata la coordinatrice del tavolo di lavoro Eusalp incontri gratuiti con donne Boglarka Fenyvesi-Kiss, che ha riportato tre fattori principali: rete, condivisione e cornice (intesa come framework). L’idea è quella di lavorare su diversi livelli dicotomici come ad esempio tradizione-innovazione, luoghi fissi-luoghi fluidi, o interazione uomo-uomo e uomo-tecnologia. E proprio partendo da uno di questi dualismi si è costruito l’intervento del professor uomo incontra uomo Tiziano Salvaterra: “Vivendo diverse montagne, è sempre più evidente come ognuna abbia delle esigenze specifiche diverse e come sia, per questo motivo, necessaria una forma di autonomia territoriale. Oggi ci sarebbe bisogno di qualcosa che superi tv, web e tecnologie che, se non usate in modo corretto, non sviluppano conoscenza. È necessaria un’animazione culturale di comunità che coinvolga attraverso metodologie didattiche non scolastiche.”
Il presidente dell’EURAC Bolzano cagliari incontri donne Roland Psenner è intevenuto dicendo: “Andrebbe fatta una critica al sistema-Italia per il modo in cui si approccia alla montagna, come se questa fosse un qualcosa di estraneo, nonostante sia il paese più montuoso d’Europa. Gli elementi prioritari - ha concluso - sono quelli legati agli aspetti tecnologici. Anche se cultura montana e di pianura si stanno avvicinando, vivere in montagna e in città rimangono ancora due cose ben diverse. È in corso una nuova fase di spopolamento montano, cui dovremmo prestare maggiore attenzione.”
In fase conclusiva l’ultima riflessione posta dal presidente Reggio è stata su quali aspetti la montagna può essere considerata come risorsa. Le risposte hanno messo in luce il concetto di rete, di cui si è lungamente parlato in fase introduttiva, una forma partecipativa senza la quale non sarebbe possibile alcuna forma di costruzione di conoscenza.

cerca uomo roma La serata è proseguita con l'incontro "L'avventura in montagna:conoscere, lavorare, esplorare", introdotto dal direttore del Muse cerca bakeca incontri Michele Lanzinger, il quale ha ripreso la tematica della conoscenza ponendo l’attenzione verso una nuova dimensione del sapere, che porta alla definizione di competenze moderne in relazione alla necessità di avere una consapevolezza globale, un nuovo rapporto con l’ambiente e la tecnologia, oltre alla capacità di collegarsi con il proprio territorio per avere una maggior consapevolezza del luogo.
Nello specifico il racconto dell’esploratore e geografo roma annunci donna cerca uomo Franco Michieli, ha posto l’accento sulla necessità di riportare l’insegnamento dell’andare in montagna in modo responsabile, senza la necessità di una programmazione, per scoprire le dimensioni più belle e avere nuove visioni delle montagna. “A 19 anni ho iniziato la mia avventura esplorativa – ha raccontato Michieli - che mi ha fatto vivere un’esperienza travolgente nell’immersione in un ambiente naturale. Tra le cose più importanti che mi sono capitate è la conoscenza di ritrovare continuamente il cammino, imparando a capire le geometrie del territorio senza la necessità di utilizzare bussole e GPS. Il valore di queste esperienza è il riuscire a portare nella quotidianità queste conoscenze.” 
La dimensione del lavoro in montagna e della valorizzazione, in termini di conoscenza, di una tradizione ormai quasi abbandonata, è stata raccontata da incontri per adulti la spezia Agitu Idea Gudeta, la pastora etiope trapiantata in Trentino che alleva capre e trasforma il formaggio con metodi tradizionali, oggi sempre più necessari per un allevamento sostenibile e di qualità. “Per problemi politici sono dovuta scappare dall’Etiopia - ha raccontato Agitu - e in seguito ad una mia esplorazione nelle vallate trentine ho visto la possibilità di poter utilizzare e valorizzare le risorse del territorio. Ho iniziato la mia attività agricola con metodi naturali e ho cercato di vivere l’esperienza in montagna attraverso un approccio rigenerante.” 
I saperi di Agitu Idea Gudeta l’hanno portata a mantenere la biodiversità del territorio e a ricercare un ritorno alla tradizione, come elemento importante d’innovazione. “Il Trentino ancora non crede nella montagna – ha sottolineato Agitu - dobbiamo adottare e applicare nuovi modelli”.
La serata si è conclusa con una riflessione sulla necessità di definire e adottare una cultura politica della montagna.